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Archivio mensile:agosto 2013

Poesia komunista

Kompagni tutti uniti facciamo un girotondo
mostriamo un po’ alla gente com’è che state al mondo.
Dei vostri casi strani qui vado a raccontare
anche se do per certo di farvi un po’ arrabbiare.

Kompagno proletario con cinque figli e moglie
trent’anni fa ti dissero racconta le tue voglie.
Adesso che gli USA ci han dato le poltrone
vedrai che presto o tardi diventerai il padrone.
Trent’anni son passati ma qualcosa è andato storto,
invece della casa ti regalano l’aborto
e nella tua baracca tu resta a meditare
a cosa ti è servito per quelli la votare.

Kompagno che ministro ti han fatto diventare
perché a cambiar bandiera più degli altri ci sai fare
per meglio ringraziare chi ti ha dato quel posto
hai pensato ben di vendere la Patria sotto costo.
Sull’altipiano carsica l’Italia ha dato un fiore
ma la democrazia gli ha tolto il Tricolore.

Kompagno ragazzino che urli in assemblea
credendo di esser quello che pensa, che ha un’idea;
di idee come le tue ne fabbrican milioni
tanto san che ne trovano poi sempre gli strilloni.
Sai vengon da lontano e per chi non le ha accettate
rimangon solamente delle croci congelate.

Kompagno professore che leggi il Corrierone
e ti tieni sotto l’ala gli amanti del bastone
ci bastano le nonne per raccontar le fiabe
ad inventar la storia proprio tu non sei capace.
Se la bandiera rossa l’hai data anche agli Ittiti
ti sei dimenticato di darla ora ai partiti.

Kompagna ragazzina che giochi alla guerriglia
ma in fondo speri solo di metter su famiglia
e se in mezzo al corteo tu inneggi al proletario
tu speri di trovarlo bello, biondo e milionario,
perché la cinquecento di un capo tornitore
ti sembra che non valga la Ferrari del dottore.
E se per strada urli viva il lavoratore
ti sembra poco fine abbracciare un muratore.

Kompagno cristianuccio che non perdi una messa
non hai ancora scelto il paradiso che ti spetta
non sai se è meglio quello creato dal Signore
o quello che promise delle foibe il fondatore.
Perciò per non sbagliare ti sei fatto ciellino
e ti tieni ben in caldo Gesù Cristo e l’assassino.

Kompagna signorina che fai la femminista
e sputi in faccia agli uomini il tuo punto di vista
non ti si può dar torto se fai un po’ la puttana
puoi forse così illuderti di avere chi ti ama;
le donne quelle vere dal mondo stan sparendo
però in compenso queste si stanno già imponendo.

Kompagno miliardario che fai l’intellettuale
e nella tua piscina canti l’internazionale
non le tue nuove idee ma solo il capitale
han conquistato i capi del marxismo nazionale.

Kompagno sacerdote che sposi l’invertito
sta attendo presto o tardi a non lasciarci un dito
le fiamme dell’inferno non son così lontane
potresti abbruciacchiarti un pochino le sottane.

Kompagno Gesù Cristo ti han fatto leninista
per far veder che è sacro il vangelo comunista
ma Tu ti prego torna e con mano sicura
il tempio ripulisci da questa spazzatura.

Kompagno nella vita, Kompagno nel lavoro
Kompagno dentro al letto, Kompagno al concistoro
sei nato per servire, non c’è ormai più speranza
bisogna che tu impari almeno un poco di creanza
perché comunque vada la vostra madre storia
vedrete vi faremo calare un po’ la boria.

 

33

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2013 in politica

 

La cicala e la formica

Versione Esopo

Durante l’estate la formica lavorava duramente, mettendosi da parte le provviste per l’inverno. Invece la cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno.
Poi arrivò l’inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l’estate aveva accumulato molto cibo.
La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se poteva darle qualcosa da mangiare.
La formica le disse: “io ho lavorato duramente per ottenere questo e tu che cosa hai fatto durante l’estate?” “Ho cantato.” rispose la cicala.
La formica esclamò: “Allora adesso balla!”

 

Versione politicamente corretta

La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l’inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l’estate.
Poi giunge l’inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate.
La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la questione del perché la formica ha il diritto d’essere al caldo e ben nutrita mentre altri meno fortunati muoiono di freddo e fame.
Santoro la ospita nel suo programma e da’ la colpa a Berlusconi.
I cittadini di M5S propongono una legge popolare e democratica di inagibilità ai bagni pubblici per tutti coloro il cui cognome inizia per “b” e finisce per “erlusconi” motivandola con lo sdegno per le leggi ad personam del ventennio.
Il portavoce di SEL parla di una grave ingiustizia sociale.
La Rai organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo nella sua confortevole casa con l’abbondante tavola piena di ogni ben di Dio.
I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala mentre altri vivono nell’abbondanza.
I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà della cicala mentre i giornalisti organizzano delle interviste domandando perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala ed interpellano il governo perché aumenti le tasse della formica affinché essa paghi la sua giusta parte.
Alla manifestazione partecipano, pacificamente, anche i centri sociali che bruciano alcuni alberi del bosco e le bandiere di Israele e degli Stati Uniti.
A Benigni vengono offerti 3 milioni di euro per uno spettacolo nazional-popolare, intitolato: “la piu bella del mondo”.
Il governo redige una legge per l’eguaglianza economica ed una (retroattiva all’estate precedente) anti discriminatoria.
I politici del PD affermano che giustizia è fatta, mentre i politici SEL chiedono una legge speciale per le cicale del sud.
l’A.N.M. chiede l’apertura di una inchiesta su Berlusconi.
Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver occupato la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata da equitalia perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia il paese e si trasferisce in Liechtestein.
La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera sia ancora lontana. L’ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala, del governo e dei sindacati.
Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza di assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo di 10 milioni di euro. La commissione tarda ad insediarsi per la lite furibonda sviluppatasi all’interno della sinistra per la divisione delle poltrone.
Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi delle ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da ragni immigrati.
Il governo si felicita delle diversità multiculturali e multirazziali del paese così aperto e socialmente evoluto.
I ragni organizzano un traffico d’eroina, una gang di ladri, un traffico di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.
I politici SEL propongono una commissione d’inchiesta sulla pericolosa deriva ragnofobica che pervade il Paese.
Boldrini, in lacrime, e  Kyenge al grido di UE vult, propongono alcune leggi urgenti: lo Ius primae noctis, una legge speciale sul mantidicidio e l’integrazione perché la repressione genera violenza e violenza chiama violenza.

 

cicala-e-formica

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2013 in politica

 

Sinistrati di tutto il mondo, unitevi!

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Questo testo è stato scritto da uno dei piu grandi socialisti del secolo scorso. Cercate di indovinare il nome prima di leggere la firma.

—————————————————————————————–

KARL MARX

(NEL 25° ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE)

Per ben comprendere e valutare colla maggior possibile approssimazione d’esattezza la portata e la profondità della dottrina marxista, per spiegarci in che modo è sorta e come si è imposta, ci sembra anzitutto necessario di riportare Karl Marx nel periodo di tempo in cui egli visse e lottò. L’Europa dal ’30 al ’60 ci presenta un magnifico risveglio d’energie — le nazionalità divise (Italia, Polonia) tendono a ricostituire la loro unità etnica e psicologica; il capitalismo sviluppa e diffonde il suo modo di produzione e la grande industria sopprimendo l’artigianato, agglomerando le masse operaie nelle grandi città, originando il proletariato come classe che ha interessi antagonistici a tutte le altre componenti la società civile, rende manifesto l’insanabile dualismo fra i detentori dei mezzi di produzione e gli agenti personali della produzione e perciò stesso conduce alla nozione scientifica del socialismo.

Nel campo intellettuale i pensatori inaugurano l’era delle libere ricerche — al difuori, al disopra e contro le antiche verità rivelate — Arrigo Heine il poeta della nuova Germania innalza un nuovo canto, un canto migliore — egli chiama gli uomini a fondare il regno de’ cieli sulla terra e li esorta à lasciare il paradiso agli angeli ed ai passeri . L’Europa è tutta pervasa da un fremito di giovinezza. Karl Marx, spirito riflessivo, geniale e profondo, dotato di quella misteriosa potenza di divinazione che la stirpe gli aveva trasmesso, non appena compiuti gli studi universitari .a Berlino si getta coll’entusiasmo di un giovane nel movimento rivoluzionario. I suoi primi scritti rivelano già un polemista formidabile che unisce una forma brillante a una cultura filosofica vastissima. Nella Gazzetta Renana e negli Annali jranco-tedeschi si trovano in embrione tutte le sue future concezioni dottrinali.

Staccatosi da Hegel — del quale conserverà sempre la mirabile forza dialettica — Marx, come per liberarsi il terreno si scaglia contro il vacuo romantismo germanico. Sente che il cristianesimo — come dottrina della rinunzia — ribadisce le catene di una doppia schiavitù economica e morale e proclama nel Deutsch Brusseler Zeitung (1849) che « i principi sociali del cristianesimo sono sornioni e il proletariato è rivoluzionario ». Le vecchie scuole filosofiche si erano fossilizzate a creare dei sistemi sopra a delle pure astrazioni. Marx preconizza nuove vie e nell’ultima tesi su Lodovico Feuerbach esclama: «Non si tratta più di studiare il mondo, si tratta di trasformarlo ». Ma chi sarà l’agente di questa grande trasformazione? Il proletariato. A questo punto il pensiero marxista è già completo e trova la sua espressione nel Manifesto dei Comunisti.

* * *

I limiti forzatamente brevi di un articolo destinato ad un periodico di propaganda non mi consentono di esaminare se non per sommi capi le nozioni principali delle dottrine marxiste.

Noi dobbiamo in primo luogo a Marx il passaggio dal socialismo filantropico cristiano, al socialismo scientifico. Nella prima metà del secolo scorso, lo spettacolo della miseria e dell’abbiezione degli operai aveva commosso molti filantropi di tutte le scuole. Era nato da questo impulso umanitario una specie di socialismo cristiano del quale si possono considerare rappresentanti tipici il Kingsley in Inghilterra, La- mennais in Francia. Strano miscuglio d’ingenuità puerili e di bizzarre ricostruzioni sociali a base di virtù predicata e praticata, questo socialismo non si rivolgeva agli oppressi, ma ai dominatori per convincerli a rinunziare alle loro ricchezze per il bene comune e si credeva di raggiungere questo scopo con una ostinata predicazione della dottrina evangelica. Sorsero uomini, giornali e. gruppi. Fiorì una letteratura cristiano-sociale in cui predominava un esagerato ottimismo al riguardo della natura dell’uomo. Si fecero degli esperimenti comunistici al Texas, Cabet ideò un comunismo icarico, Owen ridusse in una trinità le cause del male (proprietà privata, religione positiva, indissolubilità del ma-trimonio), Weitling credeva che liberatore dell’umanità sarebbe stato un nuovo Messia che sarebbe venuto a spargere la buona _ novella; Fourier aspettava colla fede ingenua d’un apostolo tutti i giorni dal mezzogiorno all’una il buon capitalista che gli avrebbe portato il denaro sufficente alla costruzione del primo falansterio.

Ciò che caratterizza questa prima forma di socialismo è una sconfinata sottovalutazione della forza avversaria. È puerile credere che i ricchi possano spogliarsi dei loro beni cedendo alla semplice predicazione della virtù. — La storia non offre esempi del genere. Una classe non rinuncia ai suoi privilegi se non quando vi è costretta. Il bel gesto della nobiltà francese, la notte del 4 agosto, fu dettato anzi imposto dalla paura del pericolo imminente.

Ora Marx fa giustizia del socialismo utopistico delle scuole francesi e inglesi. Egli non si rivolge ai dominatori, bensì ai dominati e a questi come classe che ha una determinata missione storica. Il socialismo critico mira appunto a dare al proletariato la coscienza di questa missione. La questione sociale sarà risolta solo colla soppressione del rapporto capitàlistico-proletario e non coi palliativi dei filantropi. La classe operaia non cerchi altrove i mezzi per redimersi. Non aspetti i Messia. Lotti colle proprie forze. « L’emancipazione dei lavoratori dev’ essere opera dei lavoratori stessi ! ». Questo grido che comprende la nozione scientifica del socialismo inaugurata da Marx nel Manifesto dei Comunisti è in istretta relazione col determinismo economico o materialismo storico, altro punto capitale delle teorie marxiste. Si è spesso rimproverato ai socialisti di fare una questione di ventre. I Don Chisciotte dell’idealismo non hanno mai perdonato a Marx di porre nell’interesse materiale la molla principale delle azioni umane e di considerare tutte le superstrutture ideologiche della società (arte, religione, morale) come il riflesso e il portato delle condizioni economiche e più precisamente del modo di produzione economico.

La vacuità pedante dell’ideologia ha chiamato Marx « ignobile ma-terialista ». E sia. Ma la stessa ideologia ufficiale non è però ancor giunta ad infirmare la semplice constatazione di fatto che l’uomo è un animale essenzialmente egoista e prima di fare delle statue, di dipingere dei quadri, di scrivere dei libri, di comporre magari dei saggi trattati di morale, soddisfa i suoi primordiali bisogni : mangia, beve, si procura un riparo, lotta coi suoi fratelli per la conquista del pane. Ed è questa lotta colle sue particolarità, i suoi pericoli, le sue sorprese, le sue innumerevoli vittime, questa dolorosa lotta millenaria che oggi ancora non riesce a dissimulare completamente la sua tragica necessità, è questa lotta che modella la coscienza degli uomini attraverso le loro concezioni politiche, artistiche, religiose, morali. Esaminate tutti i movimenti del pensiero umano e troverete che furono « determinati » da motivi economici e profani. Il cristianesimo non fa eccezione. Così il socialismo — come movimento d’idee e come negazione rivoluzionaria — non poteva sorgere se non coll’awento del modo di produzione capitalistico. Intanto le nuove condizioni dell’economia determinano il proletariato che tradurrà in atto le finalità teoriche del socialismo. Con quale mezzo? Colla lotta di classe. Gli interessi del proletariato sono antagonistici a quelli della borghesia.

Tra queste due classi nessun accordo è possibile. Una di esse deve sparire. La meno forte sarà « eliminata ». La lotta di classe è dunque una questione di « forza ». Gli operai devono accumulare questa « forza » che assicurerà loro la vittoria finale e per accumularla devono unirsi.

La lotta finale sarà violenta, « catastrofica », poiché i capitalisti non rinunceranno volontariamente al loro potere economico e politico. E in questo caso un periodo più o meno lungo di violenza accompagnerà il passaggio dal modo di produzione borghese al modo di produzione su basi comuniste.

Con questo articolo non ho certo la pretesa di aver dato un riassunto completo della dottrina marxista. Mi basta di averla schizzata specie in quelle parti che ancora oggi magnificamente resistono alla critica degli avversari e dei compagni.

Sono passati venticinque anni dalla morte di Marx — Mohr — come chiamavano i profughi tedeschi — dorme il sonno che non ha risveglio in un cimitero dei suburbi londinesi. Ogni anno nella ricorrenza del XIV marzo, dei grandi mazzi di garofani rossi vengono gettati sulla sua tomba. E il proletariato di tutti i paesi volge reverente

pensiero alla memoria dell’uomo che alla causa degli oppressi sacrò tutte le sue energie e colla purissima fiamma di un ideale di giustizia, di fraternità e di pace, illuminò la lenta ascesa verso nuove e più elette forme di vita.

Stupidi

Benito Mussolini

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2013 in politica

 

Birra vs Donna

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90 buoni motivi per cui una birra è meglio di una donna

 

  1. Ad una festa, una birra non se ne va insieme ad altre sue amiche birre
  2. Di una birra, si sa esattamente al centesimo quanto verrà a costare
  3. La birra ha la stessa faccia sia la sera che al mattino
  4. La birra è sempre buona
  5. Esistono le casse di birra…
  6. L’etichetta si toglie molto più facilmente dei vestiti
  7. L’etichetta è già compresa nel prezzo
  8. Le macchie di birra si possono pulire
  9. Quando ne hai finita una, puoi pensare ad un’altra birra
  10. La birra non si riempie, si svuota
  11. Non devi lavare una birra, affinché abbia un buon sapore
  12. Sei sempre sicuro di essere il primo che si fa la tua birra
  13. Puoi dividere una birra con gli amici
  14. Puoi farti una birra diversa ogni notte e non sentirti in colpa
  15. La birra non ti fa arrabbiare
  16. Non ti rimarranno mai segni di birra sulla guancia…
  17. La birra non si lamenta mai che le cinture di sicurezza sono troppo strette
  18. La birra non si lamenta mai se tu la porti dove vuoi tu
  19. Non devi mai servire una birra
  20. La birra non ha bisogno di molto spazio nel WC
  21. La birra non ti dice di svuotare il bidone delle immondizie
  22. La birra non ti dice di tagliare l’erba del prato
  23. La birra non ti dice di andare a fare la spesa
  24. La birra non ti dice di diventare vegetariano
  25. La birra non ti dice che il calcio fa schifo, per chissà che motivo
  26. La birra non urla per piccolezze come il coperchio del cesso alzato
  27. La birra non chiede mai di cambiare canale
  28. La birra va giù velocemente
  29. La birra è sempre paziente e non litiga mai
  30. La birra non ha morale
  31. La birra non ha una madre
  32. La birra non ha un avvocato
  33. La birra si tiene facilmente in mano
  34. La birra non ha mai le mani o i piedi freddi
  35. La birra spesso ne sa più di computer di una donna…
  36. La birra non ha mai mal di testa
  37. La birra è sempre pronta ad andarsene quando c’è una festa
  38. La birra è sempre molto bagnata
  39. La birra non è mai sovrappeso
  40. La birra non si lamenta del campionato di calcio
  41. La birra non si lamenta se vedi i film con Charles Bronson o Chuck Norris
  42. La birra non si lamenta se vedi i film con Deborah Caprioglio o Cicciolina
  43. La birra non si preoccupa di sporcarsi
  44. La birra non si interessa di quando torni a casa
  45. La birra non ti trasmette malattie quali Herpes ecc.
  46. La birra non ti può distruggere l’automobile
  47. La birra si può degustare ogni giorno del mese
  48. La birra non vuole automobili col cambio automatico
  49. La birra non arriva mai tardi
  50. La birra non ti lascia mai a secco (in bianco…)
  51. La birra non abita con la sua mamma
  52. La birra non dice le bugie
  53. La birra non ti considera mai un pervertito sessuale
  54. La birra non fuma in macchina
  55. La birra non dice mai di no
  56. La birra non ti porta mai in chiesa
  57. La birra non urla
  58. La birra non impazzisce una volta al mese
  59. La birra non ti dice “zitto che svegli i bambini”
  60. La birra non urla se qualcuno entra nella stanza
  61. La birra non porta le mutande
  62. La birra non consuma carta igienica
  63. La birra non vuole la parità di diritti
  64. La birra non metterebbe mai la benzina più scadente nella tua macchina, per risparmiare pochi centesimi
  65. La birra non si attende complimenti
  66. La birra aspetta sempre paziente in macchina
  67. La birra non cambia mai idea
  68. La birra non ti dirà mai di andare a vedere un film svedese
  69. La birra non ti dirà mai di prendere su i tamponi, prima di andare a fare la spesa
  70. La birra non si incazza, se vicino hai altre birre
  71. La birra non si incazza se arrivi a casa ubriaco
  72. La birra non ti dice mai “mangia che fa bene”
  73. La birra non si incazza, se un giorno ne scegli un’altra
  74. La birra non scapperà mai con la tua carta di credito
  75. La birra non dirà mai, vedendo un bambino, “che carino!”
  76. Una birra sterile è una buona birra
  77. La birra non si preoccupa del tuo stile di guida
  78. La birra non si preoccupa, se mentre guidi fai passare un altro o non lo fai passare
  79. La birra non dice niente se stai fuori tutta la notte
  80. La birra si può riempire facilmente (quando è vuota)
  81. Puoi portare sempre una birra al bar
  82. La birra si può bere in ogni occasione
  83. Quando cambi birra, non devi pagare gli alimenti
  84. Quando te ne fai tanta, hai sempre un buon umore
  85. Quando prima la guardi, e poi dici che te la vuoi fare, la birra non si mette a urlare
  86. Quando hai finito con la birra, hai ancora i soldi della cauzione per la bottiglia
  87. Quando hai finito con la birra devi solo buttare via la bottiglia
  88. Quando hai finito con la birra devi solo prenderne un’altra
  89. Quando hai finito la birra, ti senti bene ancora per un po’
  90. Quando hai finito con la birra, la butti via


mugello

 
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Pubblicato da su 26 agosto 2013 in Umorismo

 

Gara di canoa

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Una società italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini. Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivò il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro. Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.

Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema. Il gruppo di progetto scoprì dopo molte analisi che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano.

In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacità gestionale: ingaggiò immediatamente una società di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana.

Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che nella squadra c’erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare. Con il supporto del rapporto degli esperti fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra.

Ora ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei supervisori e uno ai remi. Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore: “Dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli più responsabilità”.

L’anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri.

La societa’ italiana licenziò immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante ciò pagò un bonus al gruppo di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato. La società di consulenza preparò una nuova analisi, dove si dimostrò che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato.

Al momento la società italiana è impegnata a progettare una nuova canoa.

svendita

 
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Pubblicato da su 22 agosto 2013 in Umorismo

 

Kultura

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Ce stanno a levà ‘a curtura, ce stanno a levà er futuro, aho, er ggoverno ce sta a distrugge’ ’a scola e ce sta a distrugge er futuro, aho, a ggermini, a berlusco’, giù le mani dar futuro, giù le mani da ‘a scola, aho, ‘mo ce stamo a incazza’, stamo a occupa’, stamo a blocca’er torpedone, stamo a blocca’er binario, stamo sur tetto, aho, semo tantissimi, famo un mjione, famo er corteo, famo er blizze, perché ce stanno a leva’er futuro, ce stanno e levà ‘a curtura, aho, e se ce bloccano er futuro/se ce bloccano la scola/noi bloccamo l’Eurostar, aho, e spaccamo ‘e vetrine co i serci, aho, e buttamo li fumoggeni e le torce, aho, damo foco ar cassonetto e sfonnamo er bancomatte, aho, e bruciamo ‘a machina e er celulare di’i sbiri, perché noi vogliamo studia’, aho, abbastardi, nun è che l’inizio, semo l’onda anomala de li studenti ‘ncazzati e de li precari e dei blecche blocche, aho, germini arendite, sei circonnata, ‘mo famo er dibbattito su a mobbilitazione pe ‘a stabbilizzazione de li precari, perché ce state a levà ‘a curtura, ce state a levà er futuro, a fasci demmerda, aho, a berlusco’, te pio pe’e recchie e t’arzo come a coppa uefa, a ggermini, si te metti e carze a rete me pari n’arosto, aho, dovemo parlà.

stanlio&olio

 
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Pubblicato da su 21 agosto 2013 in Umorismo

 

L'evoluzione di un programmatore

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mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”,”serif”;}

Ecco vari programmi che stampano tutti lo stesso messaggio: “Hello World”

===================
High School/Jr.High
===================

10 PRINT “HELLO WORLD”
20 END

=====================
First year in College
=====================

program Hello(input, output)
begin
writeln(‘Hello World’);
end.

======================
Senior year in College
======================

(defun hello
(print
(cons ‘Hello (list ‘World))))

================
New professional
================

#include
void main(void)
{
char *message[] = {“Hello “, “World”};
int i;

for(i = 0; i < 2; ++i)
printf(“%s”, message[i]);
printf(“n”);
}

====================
Seasoned professional
=====================

#include
#include

class string
{
private:
int size;
char *ptr;

public:
string() : size(0), ptr(new char(”)) {}

string(const string &s) : size(s.size)
{
ptr = new char[size + 1];
strcpy(ptr, s.ptr);
}

~string()
{
delete [] ptr;
}

friend ostream &operator <<(ostream &, const string &);
string &operator=(const char *);
};

ostream &operator<<(ostream &stream, const string &s)
{
return(stream << s.ptr);
}

string &string::operator=(const char *chrs)
{
if (this != &chrs)
{
delete [] ptr;
size = strlen(chrs);
ptr = new char[size + 1];
strcpy(ptr, chrs);
}
return(*this);
}

int main()
{
string str;

str = “Hello World”;
cout << str << endl;

return(0);
}

=================
Master Programmer
=================

[
uuid(2573F8F4-CFEE-101A-9A9F-00AA00342820)
]
library LHello
{
// bring in the master library
importlib(“actimp.tlb”);
importlib(“actexp.tlb”);

// bring in my interfaces
#include “pshlo.idl”

[
uuid(2573F8F5-CFEE-101A-9A9F-00AA00342820)
]
cotype THello
{
interface IHello;
interface IPersistFile;
};
};

[
exe,
uuid(2573F890-CFEE-101A-9A9F-00AA00342820)
]
module CHelloLib
{

// some code related header files
importheader();
importheader();
importheader();
importheader(“pshlo.h”);
importheader(“shlo.hxx”);
importheader(“mycls.hxx”);

// needed typelibs
importlib(“actimp.tlb”);
importlib(“actexp.tlb”);
importlib(“thlo.tlb”);

[
uuid(2573F891-CFEE-101A-9A9F-00AA00342820),
aggregatable
]
coclass CHello
{
cotype THello;
};
};

#include “ipfix.hxx”
extern HANDLE hEvent;
class CHello : public CHelloBase
{
public:
IPFIX(CLSID_CHello);

CHello(IUnknown *pUnk);
~CHello();

HRESULT  __stdcall PrintSz(LPWSTR pwszString);

private:
static int cObjRef;
};

#include
#include
#include
#include
#include “thlo.h”
#include “pshlo.h”
#include “shlo.hxx”
#include “mycls.hxx”

int CHello:cObjRef = 0;

CHello::CHello(IUnknown *pUnk) : CHelloBase(pUnk)
{
cObjRef++;
return;
}

HRESULT  __stdcall  CHello::PrintSz(LPWSTR pwszString)
{
printf(“%wsn”, pwszString);
return(ResultFromScode(S_OK));
}

CHello::~CHello(void)
{

// when the object count goes to zero, stop the server
cObjRef–;
if( cObjRef == 0 )
PulseEvent(hEvent);

return;
}

#include
#include
#include “pshlo.h”
#include “shlo.hxx”
#include “mycls.hxx”

HANDLE hEvent;

int _cdecl main(
int argc,
char * argv[]
) {
ULONG ulRef;
DWORD dwRegistration;
CHelloCF *pCF = new CHelloCF();

hEvent = CreateEvent(NULL, FALSE, FALSE, NULL);

// Initialize the OLE libraries
CoInitiali, NULL);

// Initialize the OLE libraries
CoInitializeEx(NULL, COINIT_MULTITHREADED);

CoRegisterClassObject(CLSID_CHello, pCF, CLSCTX_LOCAL_SERVER,
REGCLS_MULTIPLEUSE, &dwRegistration);

// wait on an event to stop
WaitForSingleObject(hEvent, INFINITE);

// revoke and release the class object
CoRevokeClassObject(dwRegistration);
ulRef = pCF->Release();

// Tell OLE we are going away.
CoUninitialize();

return(0); }

extern CLSID CLSID_CHello;
extern UUID LIBID_CHelloLib;

CLSID CLSID_CHello = { /* 2573F891-CFEE-101A-9A9F-00AA00342820 */
0x2573F891,
0xCFEE,
0x101A,
{ 0x9A, 0x9F, 0x00, 0xAA, 0x00, 0x34, 0x28, 0x20 }
};

UUID LIBID_CHelloLib = { /* 2573F890-CFEE-101A-9A9F-00AA00342820 */
0x2573F890,
0xCFEE,
0x101A,
{ 0x9A, 0x9F, 0x00, 0xAA, 0x00, 0x34, 0x28, 0x20 }
};

#include
#include
#include
#include
#include
#include “pshlo.h”
#include “shlo.hxx”
#include “clsid.h”

int _cdecl main(
int argc,
char * argv[]
) {
HRESULT  hRslt;
IHello        *pHello;
ULONG  ulCnt;
IMoniker * pmk;
WCHAR  wcsT[_MAX_PATH];
WCHAR  wcsPath[2 * _MAX_PATH];

// get object path
wcsPath[0] = ”;
wcsT[0] = ”;
if( argc > 1) {
mbstowcs(wcsPath, argv[1], strlen(argv[1]) + 1);
wcsupr(wcsPath);
}
else {
fprintf(stderr, “Object path must be specifiedn”);
return(1);
}

// get print string
if(argc > 2)
mbstowcs(wcsT, argv[2], strlen(argv[2]) + 1);
else
wcscpy(wcsT, L”Hello World”);

printf(“Linking to object %wsn”, wcsPath);
printf(“Text String %wsn”, wcsT);

// Initialize the OLE libraries
hRslt = CoInitializeEx(NULL, COINIT_MULTITHREADED);

if(SUCCEEDED(hRslt)) {

hRslt = CreateFileMoniker(wcsPath, &pmk);
if(SUCCEEDED(hRslt))
hRslt = BindMoniker(pmk, 0, IID_IHello, (void **)&pHello);

if(SUCCEEDED(hRslt)) {

// print a string out
pHello->PrintSz(wcsT);

Sleep(2000);
ulCnt = pHello->Release();
}
else
printf(“Failure to connect, status: %lx”, hRslt);

// Tell OLE we are going away.
CoUninitialize();
}

return(0);
}

=================
Apprentice Hacker
=================

#!/usr/local/bin/perl
$msg=”Hello, world.n”;
if ($#ARGV >= 0) {
while(defined($arg=shift(@ARGV))) {
$outfilename = $arg;
open(FILE, “>” . $outfilename) || die “Can’t write $arg: $!n”;
print (FILE $msg);
close(FILE) || die “Can’t close $arg: $!n”;
}
} else {
print ($msg);
}
1;

==================
Experienced Hacker
==================

#include
#define S “Hello, Worldn”
main(){exit(printf(S) == strlen(S) ? 0 : 1);}

===============
Seasoned Hacker
===============

% cc -o a.out ~/src/misc/hw/hw.c
% a.out

===========
Guru Hacker
===========

% cat
Hello, world.
^D

=====================
AXE System programmer
=====================

LL0:
.seg    “data”
.seg    “text”
.proc 04
.global _main
_main:
!#PROLOGUE# 0
sethi   %hi(LF26),%g1
add     %g1,%lo(LF26),%g1
save    %sp,%g1,%sp
!#PROLOGUE# 1
.seg    “data1”
L30:
.ascii  “Hello, World12”
.seg    “text”
.seg    “data1”
L32:
.ascii  “Hello, World12”
.seg    “text”
set     L32,%o0
call    _strlen,1
nop
mov     %o0,%i5
set     L30,%o0
call    _printf,1
nop
cmp     %o0,%i5
bne     L2000000
nop
mov     0,%o0
b       L2000001
nop
L2000000:
mov     0x1,%o0
L2000001:
call    _exit,1
nop
LE26:
ret
restore
LF26 = -96
LP26 = 96
LST26 = 96
LT26 = 96
.seg    “data”

0000000 0103 0107 0000 0060 0000 0020 0000 0000
0000020 0000 0030 0000 0000 0000 0054 0000 0000
0000040 033f ffff 8200 63a0 9de3 8001 1100 0000
0000060 9012 2000 4000 0000 0100 0000 ba10 0008
0000100 1100 0000 9012 2000 4000 0000 0100 00 ba10 0008
0000100 1100 0000 9012 2000 4000 0000 0100 0000
0000120 80a2 001d 1280 0005 0100 0000 9010 2000
0000140 1080 0003 0100 0000 9010 2001 4000 0000
0000160 0100 0000 81c7 e008 81e8 0000 0000 0000
0000200 4865 6c6c 6f2c 2057 6f72 6c64 0a00 4865
0000220 6c6c 6f2c 2057 6f72 6c64 0a00 0000 0000
0000240 0000 000c 0000 0608 0000 006e 0000 0010
0000260 0000 060b 0000 006e 0000 0014 0000 0286
0000300 ffff ffec 0000 0020 0000 0608 0000 0060
0000320 0000 0024 0000 060b 0000 0060 0000 0028
0000340 0000 0186 ffff ffd8 0000 004c 0000 0386
0000360 ffff ffb4 0000 0004 0500 0000 0000 0000
0000400 0000 000a 0100 0000 0000 0000 0000 0012
0000420 0100 0000 0000 0000 0000 001a 0100 0000
0000440 0000 0000 0000 0020 5f6d 6169 6e00 5f70
0000460 7269 6e74 6600 5f73 7472 6c65 6e00 5f65
0000500 7869 7400
0000504

% axe_generate -f system.uhdl
Application ‘Exchange’ generated
2324042350000000 source code lines
No Errors detected.
Hardware retrieval…done OK
Certification Test…done OK
Packing…………..done OK
Delivery………….done OK
Application ‘Exchange’ delivered to customer
23456000 bytes/sec.
End processing, 2345 seconds.

===========================
Ultra high level programmer
===========================

system.uhdl :

SYSTEM
CREATE ScreenWin
SIZE 20000000/Unit=One
DESTINATION Order.dest[One]
OUTPUT CHARACTER[‘Hello world’]
END
END

===========
New Manager
===========

10 PRINT “HELLO WORLD”
20 END

==============
Middle Manager
==============

mail -s “Hello, world.” bob@b12

Bob, could you please write me a program that prints
“Hello, world.”? I need it by tomorrow.

^D

==============
Senior Manager
==============

% zmail all

I need a “Hello, world.” program by this afternoon.

===============
Chief Executive
===============

% message
message: Command not found
% pm
pm: Command not found
% letter
letter: Command not found.
% mail
To: ^X ^F ^C
> help mail
help: Command not found.
>what
what: Command not found
>need help
need: Command not found
> damn!
!: Event unrecognized
>exit
exit: Unknown
>quit
%
% logout

Bipppp ! Mrs Thomsson ? Please page Tommy for me. NOW !

 

da dietro2

 
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Pubblicato da su 19 agosto 2013 in Umorismo