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Cosa è la borsa valori?

C’era una volta un uomo che apparve in un villaggio in Africa, annunciando ai paesani che avrebbe acquistato tutte le scimmie che avessero potuto trovare, per 10$ ciascuna.

I paesani, sapendo che c’erano delle scimmie nella regione, partirono nella foresta e cominciarono ad acchiappare scimmie.
L’uomo ne acquistò delle centinaia a 10$ l’una, ma siccome la popolazione di scimmie diminuiva, i paesani fermarono i loro sforzi.
Allora, l’uomo annunciò che era disposto ad acquistare le scimmie a 15$ ed i paesani ricominciarono a cacciare le scimmie.
Ma presto di quelle bestie non se ne trovarono più e gli abitanti del villaggio ritornarono alle loro occupazioni.
L’offerta salì a 20$ e la popolazione di scimmie diventò così piccola che era molto raro vedere una scimmia e ancora più acchiapparne una.
L’uomo allora annunciò che avrebbe acquistato le scimmie per 50$ ciascuna.
Tuttavia, siccome doveva andare in città per affari, degli acquisti si sarebbe occupato il suo assistente.

Appena fu partito, il suo assistente riunì i paesani e disse loro:
“Guardate queste gabbie, con tutte queste scimmie che il mio capo vi ha acquistato.
Io ve le vendo a 35$ e quando ritornerà, potrete rivendergliele a 50$!”.

I paesani riunirono tutto il denaro che avevano, certi vendettero tutto ciò che possedevano, ed acquistarono tutte le scimmie.

Giunta la notte, l’assistente sparì.
Non lo si rivide mai più, né lui né il suo padrone.
Non restavano più che delle scimmie che correvano in tutti i sensi.

Benvenuto nel mondo della borsa!

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Pubblicato da su 12 settembre 2013 in politica

 

Psicopatologia dell'antiberlusconismo

Quando dalla melma dei commenti in rete cominciano a affiorare le voci di persone “normali”, che tuttavia a causa dell’odio sembrano avere perso completamente il rapporto con la realtà, allora è il caso di cominciare a preoccuparsi.
E’ quello che sta accadendo di continuo da molto tempo, anche se la mancanza di episodi eclatanti di violenza politica portava i più a non accorgersene.

Si dice che gli anni di piombo non potranno mai tornare, perché l’ideologia che teneva uniti i terroristi degli anni ’70 non gode più di alcun credito, e nessuno ritiene più possibile l’avvento della rivoluzione. Come se la “caduta del tiranno” non potesse essere un collante ideologico sufficiente, e l’odio viscerale verso Berlusconi, visto come personificazione del male e polo di attrazione di tutto ciò che di ignobile vi è nella società, non potesse essere considerato come un’ideologia a se stante.
Proprio per questo, forse è il caso di abbandonare le spiegazioni semplicistiche e interessate, e cominciare a studiare il fenomeno dell’antiberlusconismo dal punto di vista della psicologia sociale, e cioè di quella scienza che studia i meccanismi mentali secondo i quali l’individuo interagisce con la società.

Come è noto agli studiosi, la psicologia procede perlopiù per via di euristiche, cioè di regole generali semplificative, che consentono di spiegare in modo coerente, e facilmente comprensibile, il modo con cui gli individui determinano il loro pensiero, e di conseguenza si rapportano tra di loro. In tale senso, è fondamentale la cosiddetta euristica dell’ancoraggio, secondo cui gli individui tendono a interpretare la realtà sulla base di paragoni con i punti fermi ai quali si ispirano, spesso ignorando i fattori di dissonanza che – secondo logica – dovrebbero invece fare pensare a spiegazioni diverse.
Nel contempo, e si tratta di un criterio di interpretazione decisivo anche per la psicologia della comunicazione, esiste anche la cosiddetta euristica della disponibilità, secondo la quale il pubblico tende a credere a ciò che lo asseconda sul piano emotivo, piuttosto che a ciò che appare più probabile nei fatti.

Su queste basi Leon Festinger, uno dei padri della psicologia sociale, nel 1957 ha elaborato la teoria della dissonanza cognitiva, secondo la quale gli uomini hanno l’esigenza strutturale di darsi una spiegazione del mondo il più possibile coerente con quello che già pensano, così come con quello che vogliono credere per ragioni emotive. Per questo motivo, essi tendono a accogliere in via preferenziale le spiegazioni più consonanti con le proprie idee di fondo e con le emozioni preesistenti, e tendono a minimizzare, se non proprio a ignorare, le informazioni che le contraddicono.
Secondo Festinger, quando i dati della realtà contraddicono in modo radicale la coerenza di idee e emozioni di determinati individui e gruppi sociali, si produce appunto una dissonanza, che può anche portare a veri e propri disturbi cognitivi, per cui i soggetti arrivano sinceramente a credere a fatti inesistenti o a spiegazioni assurde, pur di ristabilire la consonanza con le proprie idee di fondo, e evitare le emozioni sgradite.

L’antiberlusconismo, che oggi occupa tanta parte del dibattito politico italiano, sembra basarsi in buona parte su questi fenomeni di psicologia sociale. I mezzi di comunicazione hanno svolto e tuttora esercitano un ruolo decisivo nel determinarli, tanto che si è giustamente detto che in Italia ormai non sono più i partiti politici a orientare le opinioni dei giornali, bensì il contrario.

La teoria di fondo dell’antiberlusconismo poggia dunque su una narrazione mediatica piuttosto elementare: la politica italiana da più di quindici anni si troverebbe in una situazione di emergenza morale e di progressivo degrado, a causa dell’eccezionalità della “discesa in campo” di un imprenditore geniale e scaltro, il quale tuttavia sarebbe mosso esclusivamente da interessi egoistici, e da scopi sostanzialmente immorali e/o illegali.
In quest’ottica, Berlusconi sarebbe riuscito a coagulare attorno alla propria azione politica sia una élite dominante che sostanzialmente condivide i suoi obiettivi, sia un vasto elettorato che si è lasciato sedurre da tanta spregiudicatezza. Se la maggoranza degli elettori ha finora concesso più volte a Berlusconi di salire al governo, ciò non sarebbe avvenuto in quanto ne condividessero le idee e le proposte politiche, come in ogni normale sistema democratico.
Al contrario, il potere del satrapo di Arcore si baserebbe su un analogo deficit di moralità e di senso della giustizia sociale, caratteristico dei cittadini che gli danno fiducia, e nel contempo (ma questa è una spiegazione ormai recessiva, visto il suo scarso appeal elettorale) sulle scarse capacità intellettive di questi ultimi, che li avrebbe portati a lasciarsi sedurre dalle promesse dei mezzi di comunicazione abilmente gestiti dal “tiranno”.

In virtù di questa narrazione di fondo, la classica demarcazione amico/nemico, sulla base della quale nasce il confronto politico – come insegnava Carl Schmitt – in Italia ha assunto forti connotati etici.
Oggi, nel nostro Paese, l’odio ideologico non è più basato su una teoria generale relativa alla società e ai suoi bisogni (la rivoluzione imminente, la giustizia sociale, il sistema economico da riformare, ecc.). Piuttosto, siamo in presenza di una teoria di tipo etico, riguardante un solo individuo e i suoi sodali. Nell’ottica dell’antiberlusconismo, la società dovrebbe essere urgentemente liberata da una situazione di oppressione che è morale ancor prima che politica, e questa sarebbe la precondizione assoluta affinché tornino a affermarsi forme di convivenza civile moralmente accettabili.

A ben vedere, una situazione del genere si è già verificata più volte nella storia, a fronte dell’avvento di regimi dispotici. La teoria del tirannicidio ha radici antiche, che risalgono al mondo antico, e sono state accolte nel diritto comune medioevale. Nel secolo scorso questa tesi si è riproposta in maniera quasi ovvia, a fronte dei totalitarismi di stampo nazista e fascista, che erano effettivamente caratterizzati da una forte personalizzazione del potere politico.
Tuttavia, la relativa novità dell’antiberlusconismo consiste nel fatto che è impossibile fondare sull’esperienza della realtà l’idea per cui in Italia si sarebbe in presenza di un regime dispotico.
In primo luogo perchè, nei fatti, i partiti di Berlusconi e dei suoi alleati negli ultimi sedici anni hanno vinto e perso più volte le elezioni generali, a dimostrazione del fatto che in Italia finora ha sempre continuato a sussistere un quadro democratico, e la possibilità di un ricambio di governo. Anzi, da un punto di vista politologico, si potrebbe facilmente riscontrare che questa possibilità di ricambio si è determinata proprio quando la “discesa in campo” di Berlusconi ha dato vita al bipolarismo e alla seconda repubblica.

Ma soprattutto, è innegabile che in Italia le garanzie costituzionali, la libertà di stampa e persino una notevole frammentazione del potere politico sono sempre rimasti fatti incontestabili, per lo meno finché si continua a ragionare sulla base della realtà.
Per questo, l’antiberlusconismo inteso come rivolta morale ha potuto affermarsi solo grazie a una possente azione mediatica, che interessa in pieno la psicologia sociale e le sue euristiche.
In Italia, infatti, a differenza di quanto continua a avvenire nelle altre democrazie occidentali, il dibattito politico non si basa quasi più sul confronto – oppure sullo scontro – di diverse interpretazioni della realtà. I media più influenti, al contrario, cercano di orientare l’opinione pubblica sulla base di vere e proprie narrazioni fantastiche, che sostengono la grande narrazione di fondo dell’antiberlusconismo, e per tale scopo possono prescindere completamente dall’esperienza del reale.

Fenomeni del genere si sono parimenti già riscontrati molte volte in altri sistemi politici, e anche in Italia. Finora però si era sempre trattato di casi specifici di distorsione della realtà per via mediatica, che per quanto potessero essere frequenti e abituali – si pensi soltanto alle trasmissioni di Michele Santoro – erano sempre relativi a fatti e situazioni delimitate.
Possiamo citare ad esempio quanto avvenne al tempo del G8 di Genova, con l’uccisione di Carlo Giuliani. C’era una fotografia che rappresentava in modo icastico ciò che era effettivamente successo, e cioè una situazione di guerriglia urbana nella quale un rivoltoso, travisato in viso e dotato di armi improprie, è rimasto ucciso mentre stava prendendo parte a un deliberato assalto a una camionetta dei Carabinieri. Eppure, non solo in Italia, la narrazione di quel fatto che ha prevalso sui media di mezzo mondo ha completamente rovesciato la realtà fenomenica, trasformando l’assaltatore in una vittima inerme, e i militari nel braccio armato e brutale di un regime oppressivo.

Ma questo, per l’appunto, è solo un singolo esempio, relativo a una situazione specifica. Piuttosto, ora dobbiamo interrogarci su come oggi l’eccezionalità italiana si sia sviluppata al punto che l’euristica antiberlusconiana è diventata il criterio di fondo secondo il quale la grande stampa presenta tutta la politica nazionale. Quest’ultima infatti ormai è raccontata prescindendo completamente dalla realtà, e tenendo presente solo la narrazione di riferimento.

Un esempio emblematico di questo modo di procedere, e dei suoi metodi, può essere ritrovato nei cosiddetti “virgolettati di Repubblica”: è un’evenienza frequente, anzi ormai un classico del giornalismo politico italiano, che i quotidiani raccontino le novità della vita politica nazionale riportando una dietro l’altra le dichiarazioni di protagonisti e comprimari, e addirittura riproducano interi dialoghi sotto la forma del discorso diretto. E’ un modo di fare informazione che sta alla base di quello che lo stesso Berlusconi ha più volte definito il “teatrino della politica”, e cioè di quel balletto di dichiarazioni e controdichiarazioni che di per se stesse lascerebbero il tempo che trovano, ma che alla lunga finiscono per condizionare tutto il dibattito.

Tuttavia, nei cosiddetti “virgolettati” del quotidiano Repubblica, i suddetti dialoghi tra personaggi politici sono completamente inventati, e soprattutto – cosa che più conta dal punto di vista della psicologia sociale – sarebbero anche facilmente riconoscibili come tali, da qualunque persona dotata di facoltà critiche minimali.
Nessuno può seriamente pensare, infatti, che un giornalista possa avere assistito personalmente a conversazioni private tra Berlusconi e i suoi familiari, o tra lui e i ministri del suo governo, e nemmeno che possa avere raccolto indiscrezioni attendibili al riguardo.
Ciò nonostante, questi dialoghi spesso vengono riportati sul quotidiano romano tra virgolette, e con una dovizia di particolari di fantasia che serve a renderli più verosimili. Tutto questo sullo spregiudicato presupposto che un’eventuale smentita degli interessati finirebbe soltanto per dare ulteriore eco a quanto pubblicato.

Questo modo di procedere è reso possibile dall’euristica di cui sopra, in quanto il giornalista può contare su un pubblico che non si attende di apprendere notizie, quanto di sentirsi raccontare quelle narrazioni che, corrispondendo alla teoria generale dell’antiberlusconismo, lo possono rassicurare nel suo pregiudizio.
E’ con questo criterio che, ad esempio, mesi fa si è stato possibile tenere a lungo inchiodata la vita politica nazionale sul sospetto che Berlusconi potesse essere un pedofilo (le famose “dieci domande” di Repubblica), nonostante che i riferimenti fattuali su cui costruire una simile narrazione fossero completamente inesistenti. Tanto che, in realtà – a voler guardare solo i fatti nudi e crudi – il premier si era limitato a presenziare a una festa di compleanno.

Con procedimento analogo, di recente è apparso – sempre su Repubblica – un resoconto pieno di pathos su un preteso drammatico colloquio notturno tra Gianfranco Fini, la sua compagna e il di lei fratello, in ordine alla titolarità della famosa casa di Montecarlo. Anche qui, i discorsi diretti tra virgolette e i particolari di colore si sprecavano.
Ma ovviamente, così come nel primo caso non sussisteva alcun ancoramento fattuale che potesse far veramente ritenere che Berlusconi fosse il seduttore della giovane Noemi, nel secondo caso era impossibile che si trattasse del resoconto di un colloquio realmente avvenuto, a meno di credere che i giornalisti di Repubblica tengano abitualmente sotto controllo telefonico e ambientale le residenze private del Presidente della Camera. Oltretutto, nei fatti era a dir poco incredibile che quest’ultimo potesse aver chiesto chiarimenti al cognato sulla casa di Montecarlo solo nel corso della serata precedente, visto che la vicenda era iniziata più di due mesi prima.

Da un punto di vista di psicologia sociale, dunque, la finalità delle suddette narrazioni era esclusivamente quella di presentare al lettore un Berlusconi decadente e immorale, ovvero un Gianfranco Fini sorpreso nella sua buona fede, e vittima delle manovre della stampa “cattiva”. Tutto questo prescindendo completamente dalla realtà, grazie all’uso spregiudicato del procedimento euristico, secondo cui il lettore è emotivamente portato a credere non tanto a quel che appare verosimile, quanto a ciò che è in consonanza con i suoi criteri abituali di interpretazione della politica, e quindi con l’antiberlusconismo.

Sulla base di questo metodo, da qualche tempo si è pure verificato il fenomeno editoriale del Fatto Quotidiano, e cioè di un giornale che – a dispetto del suo nome – sta ottenendo un notevole successo di vendite proprio in quanto ha deciso di rinunciare completamente a riportare notizie, e di puntare tutto su narrazioni antiberlusconiane, ripetute ossessivamente tutti i giorni e lungo tutte le pagine.
In questo quotidiano, il noto criterio anglosassone dei “fatti separati dalle opinioni” è stato originalmente reinterpretato, nel senso che si prescinde completamente dai fatti, e si costruiscono le notizie a tavolino sulla base della consonanza emotiva che esse riescono a ingenerare nei lettori, sfruttando il loro pregiudizio antiberlusconiano.
A ben vedere, non si tratta soltanto di un pubblico abitualmente ideologizzato, come ad esempio può essere quello dei lettori del Manifesto, e nemmeno di persone limitate sul piano culturale, come in genere accade per i frequentatori dei tabloid scandalistici britannici.
Tra gli oltre 70 mila lettori che hanno determinato il successo di tiratura del Fatto Quotidiano, anche se non vi è di certo la nicchia di cittadini fortemente acculturati che costituisce il pubblico di riferimento di altri quotidiani, comunque si trovano perlopiù esponenti di quello che una volta si chiamava ceto medio: soggetti abbastanza ben inseriti nella società, che normalmente non si sarebbero mai detti intellettualmente disponibili verso il fanatismo e l’estremismo.

Proprio per questo motivo è importante analizzare la situazione da un punto di vista psicologico. Il metodo antiberlusconiano si è talmente radicato che, qualora sia proprio impossibile nascondere alla pubblica opinione notizie non coerenti con la sua euristica, si possono verificare nei lettori di riferimento di questi quotidiani veri e propri disturbi cognitivi.
Ne sono un esempio i commenti di numerosi frequentatori della rete, rispetto agli attentati che di recente hanno interessato sia lo stesso Berlusconi che il giornalista Maurizio Belpietro. In entrambi i casi, vari blogger e commentatori hanno immediatamente avanzato l’ipotesi che si potesse trattare di montature, di finti attentati organizzati ad arte dall’entourage di Berlusconi, se non proprio dai soliti servizi segreti deviati, che non a caso sono stati invocati anche dai finiani per stornare l’attenzione dalla campagna giornalistica avviata contro il loro leader per la casa di Montecarlo.

Ovviamente, in entrambi questi ultimi casi non c’è nessun motivo logico per ritenere che i fatti possano essere diversi da come appaiono, e anzi la fredda osservazione della realtà porterebbe facilmente a conclusioni opposte.
Anche qui, tuttavia, è entrata in gioco l’euristica dell’antiberlusconismo, e si è prodotto sui lettori dei predetti quotidiani il tipico effetto della dissonanza cognitiva di Festinger: poiché si tratta di soggetti che hanno effettuato un forte investimento emotivo sul proprio pregiudizio morale, secondo cui la demarcazione che intercorre tra il campo dei berlusconiani e quello degli antiberlusconiani è semplicemente quella tra il male e il bene, essi tendono ad accogliere – e addirittura a creare dal nulla – qualsiasi spiegazione che possa eliminare la dissonanza rispetto a questo schema.
In realtà i fatti, se accolti nella loro cruda materialità, avrebbero potuto indurre questi soggetti ad ammettere che anche nel campo degli antiberlusconiani esistono persone ottuse, violente e socialmente impresentabili. Dunque, per evitare questa conseguenza sgradita, essi hanno evocato dal nulla la tesi del complotto, che pur essendo priva di fondamento fattuale era idonea a ristabilire la consonanza ideale e emotiva tra le loro convinzioni di fondo.

Il procedimento della dissonanza cognitiva produce i suoi effetti anche in senso inverso, e cioè influenza in senso negativo la credibilità della stampa vicina al centro-destra: per tornare a un esempio di attualità, si può infatti rilevare che – al contrario di quello che era avvenuto con altre “inchieste” che prescindevano completamente dai fatti, come quelle relative alle amanti minorenni di Silvio Berlusconi – l’inchiesta giornalistica sulla casa di Montecarlo che sarebbe stata acquistata sotto prezzo dal cognato di Gianfranco Fini, da un punto di vista fattuale non ha mai sbagliato un colpo.
Tuttavia, le esigenze emotive del pubblico hanno reso possibile che la prima inchiesta venisse presentata dal coro dei media come una coraggiosa denuncia dello squallore morale del premier, e la seconda invece sia stata stigmatizzata come una montatura orchestrata dai “servi” del medesimo per screditare l’ex alleato.

Fenomeni di dissonanza cognitiva, del resto, si erano già prodotti ai tempi dell’attentato alle Torri Gemelle di New York, con il fiorire in rete delle varie teorie complottiste. Lo stesso era avvenuto in Italia, all’inizio degli anni ’70, quando la stampa ha iniziato a presentare le nascenti Brigate Rosse come agenti della Cia, o comunque come fascisti prezzolati, onde non dover ammettere che dalle ideologie di sinistra stessero sorgendo comportamenti sociali radicalmente inaccettabili.

Difficile dire se il riproporsi di queste dinamiche, nel mondo dell’informazione e della politica italiana, potrà davvero portare a un ritorno degli anni di piombo.
Tuttavia, quello che a noi interessava era mettere in luce le dinamiche psicologiche dell’antiberlusconismo, e i disturbi cognitivi che esso induce anche su persone apparentemente “normali” e socialmente inserite.
Da qui infatti bisogna partire anche per un’analisi politica della situazione, in quanto l’uso spregiudicato che i giornali-partito stanno facendo delle suddette dinamiche, rischia di influenzare la vita politica italiana ancora per molti anni.

 

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Pubblicato da su 12 settembre 2013 in politica

 

L'eclissi di sole è di destra o di sinistra?

L’eclissi di sole, visibile anche in Italia, non ha mancato di suscitare reazioni contrastanti da parte delle due coalizioni politiche. La sinistra accusa il Governo di non aver fatto nulla per evitarla.

Fassino attacca “L’Italia è stata oscurata da un Governo incapace e fallimentare”.

Berlusconi ribatte assicurando di aver fatto tutto il possibile e specifica “L’Italia è nella media europea. L’eclissi è stata contenuta entro i limiti previsti dalla Commissione europea per le eclissi, si è tenuta al di sotto del 70% e comunque ha fatto meglio del Kenia, dove è stata del 100%”.

Bertinotti replica “La Groenlandia ha fatto meglio dell’Italia. Questo governo ha penalizzato le fasce più deboli ed i pensionati , togliendogli anche un po’ di sole”.

Di Pietro chiarisce che “L’Italia dei valori chiede che Berlusconi riferisca in Parlamento, che vengano accertate le responsabilità del Governo ed i colpevoli siano assicurati alla giustizia”.

Pecoraro Scanio, leader del sole che ride, considera l’eclissi un gravissimo attentato alla democrazia ed un tentativo di scoraggiare l’uso dell’energia solare, e denuncia la destra che vuole sfruttare l’evento a scopi elettorali: “Hanno voluto oscurare il nostro simbolo”.

Emma Bonino, rivendicando il laicismo dello Stato, stigmatizza l’eclissi come una inaccettabile interferenza clericale ed un tentativo della Chiesa di tornare all’oscurantismo.

D’Alema accusa Berlusconi di non aver rispettato il contratto con gli italiani: “Aveva promesso più sole per tutti”.

Rutelli è molto più esplicito e chiaro, e con la solita acutezza precisa: ” Non ci sono più le eclissi di una volta. Berlusconi dimentica che “Chist’è o paese do sole…”. Quando saremo noi al governo garantiremo eclissi controllate e finalizzate a garantire una abbronzatura ai ceti più deboli”. E lascia i giornalisti cantando a squarciagola “O sole mio sta in front’a te…”.

Santoro, sentendo Rutelli cantare, ne approfitta per rivendicare “Voglio il mio microfono”.

Giovanni Floris (Ballarò), prima che Santoro gli freghi il microfono, si affretta a porre una domanda cruciale sulla eclissi: “Dove ha fallito il Governo?”.

Il “Sole 24ore” esce in edizione straordinaria con un titolo a nove colonne: “Attentato alla libertà di stampa. Vogliono oscurarci”.

Diliberto denuncia che l’eclissi è un complotto fra la CIA ed il Mossad israeliano per lasciare al buio gli amici palestinesi ed annuncia una manifestazione al grido di “Più sole alla Palestina”.

Parisi e Castagnetti, non avendo capito bene di cosa si parla, accusano comunque il Governo e chiedono le dimissioni di un ministro, uno qualunque, a caso.

Prodi ribadisce che “Non ci saranno nuove tasse sulle eclissi”.
Bertinotti insiste nel voler tassare le eclissi dei più ricchi.
Mastella smentisce Bertinotti, affermando che questo non è nel programma concordato.
Vladimir Luxuria smentisce Mastella affermando che anche i PACS non sono nel programma, ma si faranno comunque.
Rosi Bindi fa notare che anche Vladimir Luxuria non era nel programma, eppure è in lista.
Grillini smentisce Rosi Bindi facendo notare che Luxuria, come i PACS, era nel programma, ma sotto un altro nome.

Prodi invita a restare uniti e ribadisce che, se andrà al Governo, non ci saranno tasse sulle eclissi.
Qualcuno tenta di smentire Prodi, altri smentiscono chi smentisce Prodi e mentre tutti si smentiscono a vicenda, il gruppo si allontana, seguito a distanza da Santoro che continua ad urlare “Voglio il mio microfono!”.
E mentre Rutelli commenta con la solita profonda acutezza “Domani è un altro giorno…”, il sole lentamente si eclissa all’orizzonte.

 

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Pubblicato da su 8 settembre 2013 in politica, Umorismo

 

Cibo organico, equo e solidale

Capita sempre più raramente, ma quando capita è molto bello. The Economist, settimanale che qualche anno fa si poteva definire più o meno “conservative”, e che ora non saprei proprio come chiamare, per una volta prova a ricordarci il grande magazine che era e dedica una copertina (nell’edizione europea), un editoriale e una signora inchiesta a una delle più grandi illusioni del marketing contemporaneo: quella del cibo socialmente, ecologicamente ed eticamente responsabile.

Non servono presentazioni, lo abbiamo presente tutti. Lo troviamo negli scaffali della Coop, in quelli di molti altri supermercati e – ormai – anche nella bottega sotto casa. Promette meraviglie: paghi un po’ di più, ma in cambio dei tuoi soldi ti viene promesso: a) un cibo di qualità migliore, più saporito e più sano; b) un pianeta più bello, più pulito e più giusto; c) un contadino, da qualche parte del mondo, in un casolare accanto al raccordo anulare o in una fazenda del Mato Grosso, che la sera, invece di andare a svaligiare negozi per far quadrare i conti, ricorda proprio te, consumatore occidentale responsabile, nelle sue preghiere. Difficile dire no a un’offerta simile. Se poi sei di sinistra, ecologista e terzomondista e gli unici libri che hai letto sono quelli di Naomi Klein e Jeremy Rifkin, rifiutare è impossibile.

Solo che è un’illusione. O, se si preferisce, è marketing. Per i consumatori, per l’ambiente e per i contadini il commercio degli alimenti organici e dei prodotti equi e solidali (che sono due cose distinte, ma non di rado gli stessi prodotti sono l’una e l’altra cosa) è un enorme gioco la cui somma è assai più spesso negativa che positiva. I motivi, alcuni dei quali già noti, li mette in fila l’Economist, uno dopo l’altro.

Primo. Il cibo organico, cresciuto senza pesticidi e fertilizzanti chimici, che ogni anno movimenta un giro d’affari da 30 miliardi di dollari, è ritenuto più “environmentally friendly” del cibo coltivato con metodi tradizionali. Ma non è vero. In seguito alla “rivoluzione verde”, ovvero all’introduzione nelle coltivazioni di prodotti sintetizzati dall’uomo (qui raccontata dallo scienziato che l’ha resa possibile, Norman E. Borlaug), si è triplicata, dal 1950 al 2000, la produzione mondiale di cereali, a fronte di un aumento delle aree coltivate pari appena al 10%. Se per ottenere la stessa quantità di cibo si fossero usati i metodi precedenti alla “rivoluzione verde”, ovvero, in sostanza, i metodi dell’agricoltura organica, come la rotazione delle colture, l’area coltivata avrebbe dovuto essere triplicata rispetto ad allora. E siccome le aree ad uso agricolo sono sottratte agli alberi, delle foreste pluviali tanto care al Wwf e a Greenpeace oggi sarebbe rimasto ben poco. Inoltre questa minore resa delle coltivazioni organiche fa sì che, anche se l’energia necessaria a una piantagione convenzionale è superiore, in termini di quantità di energia usata per cibo prodotto il metodo “organico” di coltivazione si rivela più dispendioso, e quindi meno ecologico. L’inchiesta dell’Economist non ne parla, ma nel conto presto bisognerà mettere pure gli effetti della nuova rivoluzione verde che bussa alle porte, quella del cibo geneticamente modificato. E che promette di consentire rese produttive ben più alte di quelle attuali, valori nutrizionali più elevati e di garantire alle piante una forte resistenza ai virus e ai parassiti senza l’uso di prodotti chimici.

Secondo. Non vi è alcuna prova scientifica che il cibo coltivato con i metodi convenzionali sia in qualsivoglia modo dannoso per la salute, o che il cibo prodotto con metodi organici abbia proprietà nutrizionali più elevate. E’ cosa nota, ma repetita juvant.

Terzo. Il commercio equo e solidale, in sostanza, prevede per i produttori un premio per il loro prodotto, sotto forma di un prezzo più elevato rispetto a quello di mercato, ritenuto troppo basso. Il problema è che se il prezzo di un bene (ad esempio del caffè) è basso, è perché vi è una sovrapproduzione di quel prodotto, o quantomeno di una data qualità di esso. Efficienza vorrebbe che il coltivatore cambiasse coltivazione e si dedicasse a qualcosa di più remunerativo, o che si dedicasse a un miglioramento della qualità e delle varietà delle sue coltivazioni. Ma l’extra-prezzo pagato da chi acquista i prodotti equi e solidali rappresenta un incentivo ad andare avanti nell’errore. I prezzi così restano bassi, e chi ci rimette sono soprattutto i coltivatori estranei al giro del commercio equo e solidale, che vedono i prezzi dei loro prodotti schiacciati ulteriormente dalla sovrapproduzione finanziata con i soldi del consumatore occidentale convinto di migliorare le sorti del sud del mondo.

Quarto. Argomento che anche uno di sinistra dovrebbe essere in grado di apprezzare al volo: solo il 10% dell’extra-prezzo pagato dal consumatore per il cibo equo e solidale arriva al coltivatore. Il resto finisce quasi tutto nelle tasche del venditore al dettaglio, convinto – a buona ragione – che di solito il consumatore interessato ad acquistare questi prodotti abbia una elasticità rispetto al prezzo piuttosto bassa. Cioè che sia disposto comunque a pagare un bel sovrapprezzo per mettere in dispensa un prodotto il cui appeal principale è ideologico, non alimentare o economico.

Quinto. L’ultima smania del cibo “ecologicamente sostenibile” è il cibo locale, cioè prodotto, commercializzato e acquistato a due passi dalla casa del consumatore. Ovviamente è l’ennesima riproposizione, in salsa ecologista, delle vecchie tesi protezioniste. Le motivazioni ecologiche risiedono nel tentativo di minimizzare l’energia usata per portare il cibo sulla tavola del consumatore finale. Ma se l’obiettivo è usare meno energia possibile, il modo più efficiente consiste nel commercializzarlo nei grandi supermercati e ipermercati, assai più vicini alla case dei consumatori di quanto non lo siano le aziende agricole che producono gli stessi prodotti. E sono proprio le automobili dei consumatori finali quelle che rendono elevato il consumo di energia. Il ragionamento è intuitivo: è più efficiente far trasportare una tonnellata di cibo da un solo grande veicolo che far trasportare mille chili di esso in altrettante automobili. Domanda: c’è qualcuno a sinistra disposto ad ammettere che la grande distribuzione è il metodo di vendita più ecologico, e quindi migliore per il pianeta? Non solo. Se si mette nel conto anche l’energia usata nel processo produttivo in sé, cioè prima del trasporto del cibo, saltano fuori sorprese interessanti. Ad esempio che sarebbe più ecologico che la Gran Bretagna acquistasse ovini e latticini in Nuova Zelanda piuttosto che produrli sul proprio territorio: l’energia usata per l’allevamento degli animali in Inghilterra, infatti, è talmente tanta che – da un punto di vista di consumo di energia e di emissione di gas serra, per chi crede che esista davvero una cosa chiamata “effetto serra” – il trasporto da posti in cui tale consumo è minimo, anche se lontanissimi, è una soluzione più conveniente.

Così, appena si abbandona l’ebbrezza dei facili luoghi comuni ecologisti e terzomondisti, e si vanno a fare due conti in modo intelligente, si scopre che la divisione del lavoro magnificata da Adam Smith e la globalizzazione garantiscono efficienza non solo da un punto di vista economico, ma anche da quello ambientale. Niente di cui essere stupiti. Almeno da queste parti.

 

soragemma

 
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Pubblicato da su 8 settembre 2013 in politica

 

Non fai sesso? Colpa di Berlusconi

Sono tre anni che non fai sesso? È colpa di Silvio Berlusconi. Non hai amici, non trovi l’amore? È sempre con l’infame di Arcore che te la devi prendere. E poi dicono che il loro non è un chiodo fisso. Meravigliosa Natalia Aspesi, la quale ci dimostra ancora una volta che per ridere di quelli come lei non c’è bisogno di inventarsi nulla. Basta raccontarli così come sono, prendere le loro frasi e metter le in fila. Per chi non ne fosse al corrente la signora Aspesi, storica maestrina rossa del bon ton radical chic, tiene da lustri la rubrica della posta del cuore sul Venerdì, il magazine settimanale allegato a Repubblica. Ma si capisce che la dimensione intimista le sta stretta. Ambisce ad altro. Così ogni tanto si fa un po’ prendere la mano. Trova una breccia in qualche cuore infranto e ci si infila inebriata, finalmente libera di rifilare al lettore un concione di alta politica. L’ultimo numero del settimanale, però, è da collezione: stavolta la signora ha dato la meglio di sé.

Le scrive un uomo di 53 anni. Sensibile ed educato, si presenta senza ipocrisie. «Ho sempre sghignazzato quando arrivavo alla sua rubrica», esordisce il tipo. «La trovavo stupidamente noiosa, da settimanale rosa. Poi ho iniziato a leggerla, e posso dire che mi colpisce la solitudine di chi le scrive, me compreso, al punto di arrivare a scrivere a un’estranea, non potendo parlare con amici». Il signore vive a Napoli, è convinto di portare bene la sua età, ha un salario dignitoso, è divorziato e dopo il matrimonio ha avuto qualche storia finita male. Confessa di avere cercato compagnia sui siti a pagamento. Ha anche frequentato locali per single, deprimendosi ancora di più. Adesso si dice pronto a rinunciare al sesso «pur di incontrare l’amore». Di politica non parla, dalla sua lettera non si capisce nemmeno se gliene freghi qualcosa, se stia con Berlusconi o con Oliviero Diliberto, ed è giusto così.

Cosa fare quando una persona simile ti scrive cose del genere? Il minimo è rispettare i suoi sentimenti senza strumentalizzarla. Ma il nostro ha avuto la sfortuna di beccare la signora Aspesi in un giorno in cui le rode particolarmente. Fedele al motto dei suoi tempi per cui «tutto è politica», anche quello che accade sotto le nostre lenzuola, una Aspesi in formato Erinni, dea della vendetta, piomba su di lui e su Berlusconi. «Mi perdoni se le dico una cosa che forse la irrita e che le sembrerà non c’entrare nulla con la sua inquietudine: il berlusconismo è anche questo», attacca furibonda. Berlusconi? E che cavolo c’entra costui col fatto che uno non trova la donna giusta e non ha amici? La penna rosa di Repubblica ce lo spiega subito: il berlusconismo ha «trasformato i desideri e le inquietudini della gente», ha «spinto le persone a valutare gli altri secondo ciò che hanno e non secondo ciò che sono», ha «sostituito i sentimenti con il consumo».

Tiè. Così il settimanale di largo Fochetti affibbia al premier l’unica colpa che la sinistra, bontà sua, sinora gli aveva risparmiato, forse per paura di sprofondare nel ridicolo: la responsabilità della infelicità altrui. Titolo dato dal settimanale di Repubblica a questa pagina-capolavoro: «L’amore vero, così difficile da incontrare al tempo (tristissimo) del berlusconismo». Nel mondo psichedelico di Natalia, infatti, prima del 1994 donne interessate ai soldi degli uomini non esistevano, e men che meno uomini interessati solo al corpo delle donne. Nessuno era solo, l’amore era bello, libero e giocondo e soprattutto sempre corrisposto e disinteressato. Si capisce, allora, la rabbia della signora per il malefico individuo che ha rovinato il suo idilliaco universo parallelo. Comprensibile pure il suo appello: cuori solitari di tutto il mondo, unitevi e marciate su villa Certosa.

Anche se c’è il dubbio che certe differenze con Berlusconi esistano più nella mente della signora che nella realtà frequentata da noialtri. Almeno a giudicare dal consiglio con cui lei stessa si congeda dal lettore napoletano, tentato di rinunciare ai rapporti con le donne: «Non si punisca e non le punisca, il sesso aiuta molto a volersi bene». Insomma, si dia da fare e non si ponga troppi problemi. Che poi è lo stesso consiglio – diciamocelo – che gli avrebbe dato Berlusconi. Ma senza tirarla tanto per le lunghe, senza buttarla in politica, e magari presentandogli un’amica.

Fausto Carioti

Stupidi

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2013 in politica

 

Annunci Napoletani

Veri annunci usciti su un famoso giornale di annunci napoletano.

 

  • A.A.A.A.A.A fess’e’mammeta! Sto ancora aspettando i soldi!!!
  • Animali di qualsiasi tipo, vendo o ve li uccido anche a gratis.
  • Arricettasi persone sotto con motofurgone, scopo assicurazione. No perditempo!
  • Astrochiromante diplomata con corso di formazione della Regione Campania predice futuro o effettua pulizie delle scale e finestroni dei palazzi a prezzi interessanti.
  • Automobile con la scritta Guardia di Finanza, vendesi. Identica a una vera: Affarone!!!
  • Asino addestrato a intostare a comando offresi per serate, feste matrimoni etc…
  • Apparecchiatura per tomografia assiale computerizzata, identica a quella rubata a Ospedale S. Maria Pietosa degli Orfanelli Ciechi, vendesi a clinica privata. No perditempo!
  • Antonio se ti acchiappo ti scasso il culo! Cacami i soldi!
  • Bucchini tiransi, prezzi modici, anche pesci sporchi.
  • Bambini da crescere o già cresciuti, provenienti da tutto il mondo vendesi. No documenti.
  • Bellissimo quadro antico raffigurante due vecchi che si vattono a mazzate vendesi a intenditore.
  • Cucina da campeggio nuova, mai usata, identica a quella che stava esposta fino all’altro ieri alla fiera del mobile in piazza, vendesi.
  • Cedo foto di culi pelosi causa sgamamento a casa.
  • Camorrista impartisce lezioni private di guida sportiva. No principianti.
  • Cameriera laureata con lode in lettere moderne impartisce lezioni private scuole medie e superiori. Si paga prima!
  • Circolo ricreativo “Don Bosco” cedesi causa autobomba.
  • Divina Commedia illustrata da Gustavo Dorè identica a quella che fino all’altro giorno era a disposizione di tutti nella biblioteca provinciale, scambierei con schede telefoniche da collezione.
  • Dottoressa in lettere, laureata col massimo dei voti, effettua doposcuola bambini scuole elementari e medie (no materie scientifiche). Solo pagamento contanti.
  • DJ Pino Catramaro offresi feste private, anche delinquenti.
  • Disco volante, motore diesel a tre tempi, carburatore a bicchiere, testata abbassata per assetto sportivo, fotografato dalla rivista Notiziario U.F.O e dall’autovelox della Salerno-Reggio Calabria. Vendo migliore offerente.
  • Erotic tours organizza la tua vacanza proibita a partire da L.75.000. Marocco, Algeria, Nigeria, Foce Sele, Zona Industriale (Sa), Scalo Stazione Centrale (Cz), Scuole materne parificate, Containers, Ospedali disabili.
  • Finanziamenti a tasso modico, mutui agevolati e leasing con cessioni di un quinto dello stipendio o del nucleo familiare.
  • Finanziere vende giochi Playstation e PC anche in italiano, tutti i giochi sono funzionanti al 100%. Scrivere per ricevere lista.
  • Film dove si vede Topolino che caca vendo al migliore offerente.
  • Gong cinese rubato nel 1975 al batterista dei Pooh vendo causa candidatura al Parlamento Europeo.
  • Hai meno di diciotto anni e vuoi diventare attrice? La Hot-Video 2000 ha l’occasione che fa per te. No perditempo.
  • Interessante offerta di lavoro per incensurati disposti a viaggiare. Noi diciamo, tu ci pensi, ci rifletti con calma e poi ci fai sapere.
  • Impiegato 42enne belli occhi, no peloso, amante anal-piss-oral-incesting cerca lesbico max 71ene amante di sado-Animal-spugnetting disposto a viaggiare con freno a mano in culo. No magistrati.
  • Language International School organizza corsi di Inglese per femmine e per persone molto anziane. Sbrigati che stiamo per entrare in Europa!
  • Latino, Greco, Italiano, Storia e Geografia collaboratrice domestica impartisce lezioni a prezzi convenienti. Non si accettano buoni pasto.
  • Mannaggia la Ma***na ho perso il cane nuovo, fresco comprato! Se lo trovate portatemelo che vi ricompenso a soldi, mannaggia G*** C*****, mannaggia! No cani somiglianti!
  • Mummia egiziana, identica a quella che stava esposta ai musei Vaticani fino a pochi giorni fà, vendo o scambio con telefonino funzionante.
  • Mammutto ancora vivente trovato dietro ai giardinetti dove si mettono le puttane, vendo o affitto a scuole.
  • Night Club: “La chiavata”, nuova gestione. No animali.
  • Orso bianco portacaramelle, scassato in culo, vendo.
  • Porto d’armi, vendo o scambio con patente per motoscafo.
  • Presepe sexy, unico al mondo, lo vedi e non ci credi. Vendo fitto.
  • Pitbull incensurato con autoradio incorporata e casse 250 W. effettivi!!! Abbaia a tipo mostro. Vendo.
  • Quadro antico identico a quello scomparso il mese scorso dal Salone dei Convegni del Palazzo Municipale. Affarone!!!
  • Ricchione che non se ne ha idea, vedere per credere!!!
  • Ristorante “La pagliarella”, località ex-scasso 200m dopo zona puttane, saloni per sponsali e prime comunioni.
  • Rinomata multinazionale leader nel settore cerca persone che non risultano all’anagrafe. Mò non vi possiamo spiegare in due righe come funziona la storia, contattateci per un colloquio privato.
  • Salvatore a pucchiacca ‘e mammeta!!! La macchina della fessa di tua sorella quando cazzo me la riporti?!!!
  • Scuola di musica moderna “New Armony” organizza corsi di chitarra, pianoforte, batteria e sassofono. Corsi speciali per femmine, bambini e cafoni arricchiti. Imparati a suonare che stiamo per entrare in Europa.
  • Universal 2000 service s.r.l. seleziona collaboratrici bella presenza per interessante attività nel campo delle pubbliche relazioni. No incinte.
  • Vendo libro a fumetti: “Io, Paperino”, sburriato in mezzo, prezzo interessante.
  • Vuoi vedere che riesco a fare col pallone di pallacanestro? Incontriamoci!!!
  • Vecchi e vecchie, compro. No documenti.
  • Vasetto antico, identico a quello rubato al Gran Maestro Templare della loggia di Glastonsbury, vendo o scambio con moto d’acqua.
  • Zorro, vestito di carnevale con spada e tutto, un poco scassato in culo, vendo

 

culona

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Pubblicato da su 7 settembre 2013 in Umorismo

 

La serietà al governo

cervello comunista

Di che partito erano Adamo ed Eva?
Comunisti.
Non avevano vestiti. Non avevano una casa. E credevano di stare in paradiso.

Cosa succede se il Sahara diventa comunista?
Per i primi dieci anni nulla, poi comincia a scarseggiare la sabbia.

Politico durante il comizio:
– Cittadini, voi sapete che i nostri oppositori parlano male di noi.
Eppure vi assicuro che da queste tasche non è mai passato denaro illecito…
Voce dal fondo della piazza:
– Vestito nuovo, eh?

Ehi…Peppe perchè non rubi pure tu?
– Prima devo iscrivermi ad un partito di sinistra altrimenti mi mettono dentro subito.

L’architetto, un medico ed un politico stanno discutendo su quale sia stato il primo lavoro dell’uomo.
Il medico argomenta:
– Beh, sapete, la storia della nascita di Eva nata da una costa di Adamo, indubbiamente si è trattato di un trapianto e solo un medico poteva fare un lavoro simile!
L’architetto replica:
– E no caro amico. L’universo, cosi perfetto, ogni cosa al suo posto, niente lasciato al caso; un’opera cosi bella e sublime, solo un architetto poteva fare un’opera simile.
Salta su il politico e dice:
– Eh gia! Ma prima di creare l’Universo c’era il caos.
E il caos chi credete lo avesse creato?

comunismo-realePutin telefona a Berlusconi:
– Silvio? Ciao, sono Vladimir. La nostra fabbrica nazionale di preservativi è esplosa. I miei concittadini rischiano l’AIDS. Mi devi aiutare!
– Non ci sono problemi. Abbiamo la piu grossa fabbrica europea di preservativi. Quanti te ne servono?
– Me ne servirebbero almeno un milione all’anno.
– Nessun problema, Vladimir.
– Mi potresti fare un altro favore?
– Ma, certo.
– Li vorrei tutti rossi e delle dimensioni di 30 cm di lunghezza e 10 cm di diametro.
– Nessun problema, Vladimir.
Finita la telefonata Berlusconi telefona alla HATU e chiede del direttore di produzione:
– Ho appena avuto una commissione da parte della Russia per un milione di preservativi. Ci sono problemi?
– Certo che no. Saranno pronti in pochi giorni.
– Bene. La richiesta dei russi è che devono essere rossi, di 30 cm di lunghezza e 10 di diametro. Ci sono problemi?
– Assolutamente nessun problema. Nient’altro?
– Beh, si! Su ogni preservativo mettete la scritta: “Made in Italy. Taglia media”

Monti deve andare all’università a ritirare la sedicesima, ma l’autostrada è bloccata. Decide di passare dalla campagna, ed il suo autista si immette in una stradina che attraversa i campi e le fattorie.
Mentre va, ad un certo punto, un maiale sbuca da dietro uno steccato. L’autista tenta invano di schivarlo, ma (sbadabam) l’automobile passa sopra al povero maialino che muore sul colpo.
Monti, visto che a Natale anche lui viene preso da colpi di buon cuore, fa fermare la macchina.
– Pierluigi, fammi un favore, guarda, vai dal contadino, digli che c’è stato questo incidente e dagli questi soldi!
Passano 5 minuti, Pierluigi ritorna con i soldi che escono da una tasca, una cesta di frutta in una mano, una cesta di formaggi in un’altra e tre salami appesi al collo.
– Pierluigi, che è successo? Non gli hai dato i soldi?
– Beh, io ho provato a darglieli… sono entrato, gli ho detto:  sono l’autista di Monti, ho ucciso il maiale… e questo mi ha riempito di regali…!!

Due comunisti si ritrovano, come tutte le sere, alla sezione del partito.
Il primo chiede all’altro:
– Se tu possedessi due palazzi nel centro storico, che cosa ci faresti?
Il secondo, prontamente:
– Ne donerei subito uno al partito!
L’altro insiste:
– E se avessi due appartamenti?
– Uno a me e uno al partito!
– E se avessi due barche a vela?
– Una a me e una al partito!
– E se avessi due Ferrari?
– Una a me e una al partito!
– E se avessi due biciclette?
– Eh, no compagno, quelle le ho veramente…

Perchè a Cuba non ci sono piscine?
– Perchè quelli che sanno nuotare sono già andati a Miami.

Perchè in Italia gli abbonati allo “strafatto quotidiano” vanno a tre a tre?
Perchè uno sa leggere, uno sa scrivere e al terzo piace stare con gli intellettuali.

Quale era il gatto piu grande negli anni 60?
Mao, perchè aveva la testa in Cina e i coglioni in Italia!

Il capitalismo è una ingiusta ripartizione della ricchezza.
Il comunismo è una ingiusta ripartizione della miseria.

Nel Capitalismo l’uomo sfrutta l’uomo; nel Comunismo è il contrario.

Dalla DC è nato il PP; e sapete perchè è cos piccolo?
Perchè lo tiene in mano Rosy Bindi!

Il rappresentante di automobili vende automobili;
il rappresentante di assicurazioni vende polizze assicurative.
E allora cosa vende il rappresentante del popolo?

Una notte Monti riesce a scappare dalle sue guardie del corpo per fare una passeggiata. Vede un fantastico laghetto e decide di farsi un bagno.
Nuota, si tuffa, va da una sponda all’altra quando ad un certo punto non si sente bene.
Tre ragazzi in riva al lago notano un uomo che sta per affogare e si buttano in acqua riuscendo a portare l’uomo a riva. Quando lo tirano fuori capiscono chi hanno salvato.
– Ma lei è il presidente del consiglio! – esclamano all’unisono!
– Si, sono proprio io, e per ringraziarvi di avermi salvato voglio donarvi una cosa a testa che avete sempre desiderato. Troverò la copertura di bilancio.
Il primo chiede un nuovo pick-up, e viene esaudito.
Il secondo chiede un nuovo fucile, e viene esaudito.
Il terzo ha una richiesta un po singolare:
– Potrebbe farmi fare una lapide molto bella con scritto “Qui giace un ragazzo di campagna che ha rischiato la vita per salvare il presidente del consiglio”
Monti incuriosito gli chiede il perchè di questa strana richiesta.
Il tizio risponde:
– Appena mio padre scopre che non l’ho lasciata affogare, MI AMMAZZA.

Piu stanno a sinistra, piu abitano in Centro!

Chi è lo stilista preferito dei politici comunisti? Versace.

montiSul Calvario Gesu ai due ladroni:
– Siete Socialisti, vero?”.
– Perchè lo chiedi?
– Beh, su tre posti ne avete presi due, se foste stati comunisti mi sarei salvato, li avreste occupati tutti voi!

Hai mai pensato di iscriverti al PD?
– No grazie, sono ricco di famiglia.

Il Presidente USA, quello Russo e Prodi si incontrano ad un meeting delle grandi Potenze. Alla fine della discussione di una cosa importante Clinton dice:
– I think so
Il russo:
– I think so too
Prodi:
– I think so, three

Per la prima volta nella storia (dopo Gesu) un uomo, Antonio, risorge da sua morte. Il fatto suscita tanto scalpore che l’uomo viene portato al cospetto dei grandi della Terra e per primo al cospetto del Papa che gli dice:
– Che gioia, che felicita. Io sono il primo Papa ad avere la fortuna di conoscere, dalle parole di un testimone oculare, quanto sia bello e celeste l’alto dei cieli…
Antonio, lo interrompe:
– Dai, piantala, che tanto lassu non c’è niente!
Il Papa e’ sbalordito:
– Come niente?
E Antonio:
– Non c’è niente, e se non vuoi che vada in giro a dire che da duemila anni raccontate solo un sacco di balle, è meglio che mi dai un bel po’ di euro…
Dopo qualche giorno, Antonio è ricevuto da Putin) che gli dice:
– E cosi hai detto al Papa che il paradiso non esiste? Bel colpo, compagno! Avrei voluto vedere la sua faccia…
E Antonio:
– La stessa che farai tu quando ti diro che al Papa ho mentito. E sai cosa accadra quando i russi sapranno da uno che ci è stato che il Paradiso esiste? Altro che religione oppio dei popoli. Quindi, se vuoi che stia zitto, tira fuori parecchi rubli…
Trascorrono pochi giorni e questa volta Antonio è in visita alla Casa Bianca, dal Presidente Usa Obama. Il Presidente Obama lo riceve e gli dice:
– Cosi hai ricattato il Papa e i russi, eh? Ma non sperare di fare altrettanto con noi americani. L’America è un grande paese, e ciascuno è libero di credere quello che vuole. Quindi se Dio esiste oppure non esiste…
E Antonio:
– C’è, ed è negro!!!
– Bene risponde Obama.
– C’è ed è musulmano!!!
– Ottimo rincalza Obama.
– C’è ma è un totale incapace!!!
– Straordinario dice Obama.
– Beh, ripensandoci, penso di esser già abbastanza ricco grazie agli altri due. Potrei avere la cittadinanza USA?

Tre russi al confino:
– Io sono arrivato con 5 min di ritardo e mi hanno accusato di sabotaggio.
– Io con 5 min di anticipo e mi hanno accusato di spionaggio.
– Io sono arrivato puntuale e mi hanno accusato di aver comprato l’orologio in Occidente!

Berlusconi e il Papa stanno camminando lungo un fiume quando al Papa cade la Bibbia in acqua. Berlusconi si avvicina alle acque e, camminando sulla superficie senza affondare, la recupera.
Il giorno dopo l’Unita titola: “Berlusconi non sa nuotare!”

Allo zoo un ragazzo per un pelo non viene mangiato dal leone.
Un giornalista che assiste alla scena intervista il ragazzo: “Di che partito sei?”.
– PDL.
Il giorno dopo sull’Unita’ compare il seguente articolo:
“Sporco fascista, razzista e xenofobo ruba pasto a povero immigrato africano!”.

Tornato da scuola dice:
“Papà, sai che gli asini volano?”.
“Figliolo, ma chi ti insegna queste stronzate?
Gli asini non possono volare, è impossibile!!”.
“E’ vero, papà, gli asini volano, sono sicuro!”.
“Bambino mio, scommetto che è a scuola che ti mettono in testa queste cose;
domani andrò a parlare subito con la tua maestra”.
“Ma, papà, che gli asini volano, l’ho letto su l’Unita’”.
E il padre:
“Gli asini volano … beh, non proprio, SVOLAZZANO!!”

Che cosa ha lasciato il massone Karl Marx alla Germania?
A quella dell’Est, il Comunismo.
A quella dell’Ovest, il Capitale.

A causa dicomunismo e liberta un “pentito” viene riaperto il processo per il finanziamento illecito al PCI da parte delle Coop Rosse.
D’Alema attende nervoso nel suo ufficio l’esito dell’udienza di primo grado.
All’improvviso un postino gli porta un telegramma dell’avvocato del partito con su scritto: “On. D’Alema, verità e giustizia hanno trionfato”.
Immediata la risposta di D’Alema: “Ricorrete in appello”.

Muore Diliberto e arriva in Paradiso.
S.Pietro lo accoglie e gli dice:
-Prego fratello, mettiti pure lì vicino a San Francesco…
-Ma come, io, capo dei veri comunisti, da sempre grande uomo di sinistra, in Paradiso?
E per di più vicino a San Francesco!!
-Vedi figliolo, non ti devi stupire: Lui parlava agli uccelli, tu ai coglioni…

Befera, dopo la quitidiana abbuffata di sangue umano, per smaltire un po’ fa una passeggiata in groppa al suo cavallo, quando una bambina su una bicicletta nuova
di zecca si ferma accanto a lui.
“Bella bici – dice il vampiro – te l’ha portata Babbo Natale?”
“Certo che me l’ha regalata lui” risponde la bimba.
Dopo aver scrutato la bicicletta, Befera consegna nelle mani della piccina una cartella delle tasse da 5000 euro.
“Per essere in regola ora devi pagare l’ICI, l’IVA, la SARS, la SEL, l’IMU, la TARS, la seduta estiva del parlamento, spot per la Boldrini, l’indennità per l’autonomia della magistratura e anche un po’ di AIDS”.
La bambina, per nulla intimorita, lo guarda e gli dice:
“Bel cavallo, signore. Gliel’ha portato Babbo Natale?”
“Certo che me l’ha portato lui” risponde Befera con aria stupita e divertita.
“Allora – continua lei – la prossima volta dica a Babbo Natale che i coglioni vanno sotto il cavallo, non sopra”.

O Gesù dagli occhi tristi
fai sparire i comunisti….
Se risolvi sto problema
fai sparire anche D’Alema
Ma se poi te ne fotti
fai sparire almeno Bertinotti
Ti preghiam, se non ti rodi,
fai sparire pure Prodi
Tu col cuore sempre aperto
fai sparire Dilberto
…e con gli angeli tuoi belli
porta via anche Rutelli.
O mio caro buon Gesù
non farne nascere mai più.

– Signor parroco, mi vorrei confessare…
– Certo figliolo, qual è il tuo nome?
– Romano Prodi, padre…
– Ah! Ex Presidente del Consiglio. Ascolta figliolo, mi pare proprio che il tuo caso richieda una competenza superiore, credo sia meglio che tu ti rechi dal Vescovo.
Così Prodi si presenta dal Vescovo chiedendogli se lo poteva confessare.
– Certo figliolo, come ti chiami? – Romano Prodi.
– Ex Presidente del Consiglio? No caro mio, non ti posso confessare perché il tuo è un caso difficile, è meglio che tu vada in Vaticano!
Prodi va dal Papa:
– Sua Santità, voglio confessarmi!
– Caro figlio mio, come ti chiami?
– Romano Prodi.
– Ahi, ahi, ahi, figliolo, il tuo caso è molto difficile anche per me. Guarda, qui, sul lato del Vaticano, c’è una piccola cappella. Al suo interno t roverai una croce, il Signore ti potrà ascoltare!
Prodi, giunto nella cappella, si rivolge alla croce:
– Signore, voglio confessarmi…
– Certo figlio mio, come ti chiami?
– Romano Prodi!
– Ex Presidente del Consiglio? Ex Presidente del IRI? Ex Presidente della Comunità Europea? L’ennesimo idolo dei comunisti? Quello che ha messo la tassa una tantum dell’8 per mille sui conti correnti di tutti, quello che ha creato la tassa di lusso una tantum (700.000 lire) sulle moto fregandosene se poveri o ricchi, quello che ci ha spremuti per entrare nell’euro (da 60.000 lire a testa), quello che si è intascato 10 miliardi per dire che con l’alta velocità si arriva prima, quello che ha fatto una voragine nei conti dell’IRI e che ovviamente ha poi insabbiato tramite leggi ad personam, quello che, stando a Bruxelles, ha permesso alla Cina di invadere i mercati europei di materie prime a basso costo senza controllo, e tante altre porcate che non basterebbe un’enciclopedia per elencarle tutte?
– Ehm… sono sempre io, Signore…
– Figlio mio, non hai bisogno di confessare, tu devi solamente ringraziare!
– Ringraziare? E chi?
– I Romani, per avermi inchiodato qui, altrimenti sarei sceso e ti avrei fatto un mazzo tanto!!!

Qual è la barzelletta più lunga nella storia del mondo?
Settantaquattro anni di comunismo in Russia.

In occasione dell´anniversario della Rivoluzione d´ottobre, in un villaggio si tiene una riunione del Soviet locale, il cui presidente prende la parola.
Cari compagni, guardate quante strepitose conquiste ha ottenuto il nostro partito dopo la rivoluzione.
Per esempio, ecco davanti a noi Marja. Chi era prima? Una contadina analfabeta, con un solo vestito e senza scarpe. Adesso è un esempio di lavoratrice della mungitura, nota in tutta la regione.
E guardate Ivan Andreev. Era il più povero del villaggio: non aveva cavalli, non aveva mucche, non aveva neanche un´oca. Ora guida un trattore e ha due paia di scarpe.
E guardate Semen Alekseevic. Che cos´era lui? Era un orrendo teppista, un ubriacone schifoso, uno sporco fannullone. Nessuno lo avrebbe considerato più di un ammasso di sterco. E adesso guardatelo: è il segretario del partito.

Le sette meravigliecomunismo dello stato comunista:
1) Nessuno lavora, ma il piano è sempre compiuto.
2) Il piano è sempre compiuto, ma gli scaffali dei negozi sono vuoti.
3) Gli scaffali dei negozi sono vuoti, ma nessuno muore di fame.
4) Nessuno muore di fame, ma tutti sono infelici.
5) Tutti sono infelici, ma nessuno si lamenta.
6) Nessuno si lamenta, ma le prigioni sono piene di dissidenti.
7) Le prigioni sono piene ma tutti sono liberi.
Lo stato borghese è stato sconfitto e non opprime più il popolo.
Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio…

Stalin ha ricevuto la delegazione di una delle Repubbliche caucasiche dell´Unione Sovietica.
Congedati i delegati, cerca la pipa per farsi una fumata, ma non riesce a trovarla.
Alza il telefono, chiama Berija, il capo del Kgb, e gli dice:
– Lavrentij Pavlovic, non trovo più la mia pipa. Fate qualcosa.
Il giorno dopo, Stalin richiama Berija e gli dice:
– Lavrentij Pavlovic, mi dispiace di avervi disturbato, ma stamattina, aprendo un cassetto della mia scrivania, ho trovato la pipa.
E Berija, con tono di rincrescimento:
– Che peccato, compagno Iosif Vissarionovic, avevo già arrestato venti persone e tutte avevano confessato.

Dopo un appasionato comizio con la folla esultante, il segretario del PD chiama il galoppino addetto alla scritture dei discorsi.
– Compagno, ti avevo chiesto un discorso di 15 minuti ed invece me ne hai dato uno che è durato un’ora.
– Compagno segretario, il discorso era come da richiesta, è che l’ho consegnato in quattro copie!

Cosa succede quando una mosca casca in un caffè?
L’Italiano: Butta via il caffè bestemmiando.
Il Francese: Butta via la mosca e beve il caffè.
Il Cinese: Mangia la mosca e butta il caffè.
Il Giapponese: Beve il caffè con la mosca, considerandola una correzione.
L’Israeliano: Vende il caffè al francese, la mosca al cinese, e compra per sè un altro caffè.
Il Palestinese: Da colpa all’israeliano di avere messo la mosca nel suo caffè e protesta alle Nazioni Unite. Ottiene subito un prestito, a fondo perduto, dall’Unione Europea sufficiente per comprare non solo una nuova tazza di caffè, ma tutto il bar. Usa il denaro ottenuto per acquistare esplosivi e fa saltare in aria il bar dove l’italiano, il francese, il cinese e il giapponese tentano di spiegare all’israeliano che dovrebbe regalare la sua tazza di caffè al palestinese.

Un musulmano praticante prese un taxi nero a Londra per andare alla Cittadella Olimpica….
In modo brusco chiese al tassista di spegnere la radio perché, come prescritto dalla sua religione, non doveva ascoltare musica dato che la musica non esisteva ai tempi del profeta, in special modo quella dell’ Occidente che è musica degli infedeli.
Con cortesia, il tassista spense la radio, fermò il taxi ed aprì la porta.
L’ Arabo gli chiese: “Cosa fa mai?”
Ed il tassista rispose: “Al tempo del profeta non esistevano i taxi, scenda ed aspetti il prossimo cammello!”

Breznev chiama un gruppo di cosmonauti sovietici e dice loro in tono serio:
– Compagni astronauti, gli americani sono sbarcati sulla Luna. Non possiamo permettere un simile smacco. Abbiamo deciso che voi prenderete parte a una missione per sbarcare sul sole.
Terrorizzati, i cosmonauti gli rispondono:
– Ma compagno Leonid Ilijc, se andremo sul sole ci carbonizzeremo!
– Non preoccupatevi», dice serio Breznev, il partito ha pensato a tutto. Sbarcherete di notte.

Quante volte puoi raccontare una buona storiella in Unione Sovietica?
Tre volte: la prima a un amico; la seconda a un funzionario della polizia; e la terza al tuo compagno di cella.

Perché il burro è scomparso dagli scaffali dei negozi?
Perché si è sciolto sotto il sol dell’avvenire.

Se un mafioso tocca qualcuno questo diventa mafioso, e’ un fattore contagioso,
ma se un mafioso tocca un comunista avviene il miracolo, il mafioso si trasforma in comunista.

Una volta al circolo dei minatori venne un deputato comunista, ascoltò i salinari, raccontavano miseria e l’onorevole chiudeva gli occhi come in preda ad indicibile sofferenza, infine diede un calcio al tavolo dicendo che perdio, bisognava fare qualcosa;
dal tavolo cadde una lampada che andò in pezzi, l’onorevole promise grandi cose, ai minatori toccò comprare una lampada nuova.

Un politico di sinistra ha sempre una verità di scorta.
Un buon politico di sinistra ha sempre tante verità di scorta.
Un ottimo politico di sinistra ha la scorta e se ne frega della verità.

I comunisti sono uomini piccoli piccoli.
Se non possono vincere ammazzano e la chiamano rivoluzione.
Se non possono ammazzare insultano e la chiamano satira.

Se i partiti di sinistra non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori.
Cambiamo gli italiani con gli extracomunitari.

La democrazia nella sinistra funziona quando a decidere sono in due.
E uno dei due è morto.

I comunisti eleggono con giuliva irresponsabilità i loro rappresentanti e poi li indicano come responsabili di tale irresponsabilità.

Un comitato comunista è un gruppo di svogliati, scelto fra incapaci, che si riunisce per parlare di cose inutili.

I comunisti non ascoltano mai la loro coscienza.
Non si fidano degli sconosciuti.

Compagno non prendertela se ti considerano mezzo scemo, è perché ti conoscono solo a metà.

Che differenza c’è fra uno specchio ed un comunista?
Lo specchio riflette senza parlare, mentre il comunista parla senza riflettere.

Effettivamente la kultura è di sinstra.
I comunisti, per esempio, sono tutte persone che si tengono aggiornate.
Leggono sempre 3 giornali per avere una visione globale della realtà.
Due giornali di opposte fazioni ed uno indipendente.
Normalmente sono: L’Unita’ e il Manifesto (a volte sostituito con Liberazione) che rappresentano le opposte fazioni, mentre Repubblica è quello indipendente.
Poi ci si meraviglia se i “liberi pensatori” sono cultori del monopensiero.

E’ solo una misera percentuale del 99% quella che rovina la reputazione della stragrande minoranza di compagni pre-post-neo-vetero-mai-newglobal-noglobal comunisti seri.

L’Unità inventa la metà di quello che scrive… se poi ci aggiungi che non scrive la metà di quel che succede, ne consegue che l’Unità non esiste…

Non perdonerò mai a Noè di avere imbarcato sull’arca anche una coppia di comunisti.
Almeno avesse scelto Vendola e compagno…

Ai tempi del fascismo, per un ventennio, non si poteva gridare “abbasso il Duce” per non venire incriminati di “vilipendio al capo dello Stato”.
Ma allora eravamo sotto una feroce dittutura.
Oggi se si grida: “viva il Duce” si viene incriminati per “apologia del fascismo”.
E la cosa dura da oltre sessant’anni.
Ma oggi siamo nella migliore delle democrazie possibili ed abbiamo la “costituzione più bella del mondo”.
Nel ventennio non eravamo liberi, oggi invece si.
C’è una cosa che però non mi è chiara: dove sta la differenza?

Riunione generale del consiglio di sicurezza dell’ONU per il conflitto mediorientale.
La parola è concessa al rappresentante israeliano.
Che inizia :
“Signori, prima di iniziare il mio discorso, volevo raccontarvi una vecchia storia. Quando Mosè fece uscire gli ebrei dall’Egitto, li condusse per deserti, praterie, ed ancora deserti… Il popolo era assetato e chiedeva acqua.
Allora Mosè colpi il fianco di un monte col suo bastone e immediatamente apparve un lago con acqua fresca e cristallina.
Il popolo bevve e fu felice.
Mosè volle purificare il proprio corpo, così ando verso l’altro lato del laghetto, si tolse i vestiti e si immerse.
Quando però emerse dall’acqua, si accorse che tutti i vestiti erano spariti… ed io ho ragione di credere che i Palestinesi siano i colpevoli del furto.”
Il rappresentante palestinese balza in piedi e grida:
E’ un falso! Tutti sanno che non vi erano palestinesi in quell’epoca!”
“E quindi, tenendo questo particolare bene in mente” – disse il rappresentante israeliano – “possiamo cominciare a parlare del problema”.

Che differenza passa tra Cristianesimo e Comunismo?
Il primo predica la povertà, il secondo la realizza.

Quale è la differenza fra capitalismo e comunismo?
Possiamo sintetizzarla con un semplice esempio.
Prima di diventare deputato Berlusconi era a capo di una grossa azienda: Mediaset, ove lavorano migliaia di persone.
Berlusconi pagava lo stipendio a tutti.
Epifani, prima di diventare deputato era a capo di una grossa azienda: CGIL, ova lavorano migliaia di persone.
Ma in questo caso erano i dipendenti (e gli iscritti principalmente) che pagavano lo stipendio ad Epifani.
Quindi: nel primo caso lavori per ricevere uno stipendio dal “padrone”, nel secondo lavori per pagare lo stipendio al “padrone”.
Siamo sicuri che il comunismo sia meglio del capitalismo per il proletariato?

La migliore barzelletta italiana?
Non esistono più i comunisti, anzi, ci diranno di più, non sono mai esistiti!

 

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Pubblicato da su 2 settembre 2013 in politica, Umorismo